Disturbi d'ansia e terapia cognitivo-comportamentale: quando la mente parla attraverso il corpo
- sossellaeugenia
- 22 lug 2025
- Tempo di lettura: 2 min
L’ansia non è solo “nella testa”. Molte persone convivono ogni giorno con sintomi fisici reali, come difficoltà a deglutire, dolori muscolari, senso di oppressione al petto o disturbi gastrointestinali ricorrenti, senza una causa medica evidente.
Questi sintomi, spesso classificati come somatizzazioni, possono essere l’espressione diretta di un disturbo d’ansia. E quando diventano frequenti o invalidanti, interferiscono seriamente con la qualità della vita: si evitano luoghi, situazioni sociali, impegni lavorativi, alimentando un circolo vizioso fatto di paura e controllo.
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Cosa sono i disturbi d’ansia?
I disturbi d’ansia comprendono un ampio spettro di condizioni:
Ansia generalizzata
Attacchi di panico
Fobie specifiche
Disturbo d’ansia sociale
Disturbo ossessivo-compulsivo (OCD)
Spesso l’ansia si manifesta in forma acuta, come nel caso degli attacchi di panico, in cui la persona vive un’esperienza intensa di terrore improvviso, con sintomi come tachicardia, vertigini, tremori, e paura di morire o impazzire.
In altri casi si presenta come un sottofondo costante, con tensione muscolare, affaticamento, preoccupazioni eccessive, difficoltà a dormire o concentrarsi.
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Quando il corpo somatizza: i segnali da ascoltare
L’ansia non trattata può assumere la forma di disturbi fisici cronici, che spesso portano la persona a rivolgersi al medico, al pronto soccorso, a fare esami su esami… senza trovare una spiegazione organica.
Tra le somatizzazioni più comuni legate all’ansia:
Difficoltà a deglutire (bolo isterico o “nodo in gola”)
Disturbi gastrointestinali (colon irritabile, nausea, crampi)
Tachicardia, dolori al petto non cardiaci
Tensioni e dolori muscolari diffusi, soprattutto cervicali, mandibolari, alla schiena
Formicolii, sensazione di svenimento, vertigini
Sensazione di “testa vuota” o disconnessione dalla realtà
Il corpo diventa così il mezzo attraverso cui l’ansia chiede ascolto.
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Come interviene la Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC)
La Terapia Cognitivo-Comportamentale è uno degli approcci più efficaci e validati scientificamente nel trattamento dei disturbi d’ansia.
Attraverso un percorso strutturato, il paziente impara a:
Riconoscere i pensieri disfunzionali che alimentano l’ansia (“E se sto male?” – “Non riesco a controllarmi…”)
Esplorare il legame tra pensieri, emozioni e reazioni corporee
Esporsi in modo graduale alle situazioni temute, rompendo il circolo evitamento-paura
Riappropriarsi del proprio corpo, attraverso tecniche di rilassamento e consapevolezza (respiro, grounding, mindfulness)
L’obiettivo non è solo “far sparire i sintomi”, ma recuperare autonomia, fiducia e qualità della vita.
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Ansia e corpo: un legame da ascoltare, non da temere
Spesso, il primo passo è riconoscere che quei segnali fisici hanno un significato, che non sono “esagerazioni” o “fragilità”.
L’ansia ha mille volti, e il corpo è uno dei suoi canali principali.
Intraprendere un percorso psicologico significa rompere l’isolamento, dare un nome a ciò che si sta vivendo e imparare a gestirlo con strumenti concreti e personalizzati.

Se riconosci in te alcuni di questi sintomi, o se vuoi capire meglio cosa sta succedendo nel tuo corpo e nella tua mente, possiamo parlarne insieme.


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